shapeimage_3Nei primi quattro quadri vengono rappresentati gli eventi che riguardano l’annuncio della nascita del Battista a Zaccaria, l’Annuncio a Maria, il sogno di Giuseppe e la visita di Maria a Elisabetta. I testi sono tratti dal Vangelo di Luca, dal profeta Isaia e, l’Annunciazione a Maria, da Rilke.

In essi, i personaggi sono visti nel momento in cui il divino entra nella loro vita seguendo percorsi, incomprensibili per l’uomo, ma che hanno un senso in quelli di Dio. Vengono messi in evidenza i dubbi di Zaccaria,il pronto “Eccomi” di Maria e la potenza profetica di Elisabetta. Il Magnificat viene danzato da Maria, che esprime in tale maniera il suo trasporto mistico e la sua felicità. Particolarmente tenero e poetico è il linguaggio dell’Angelo nell’Annunciazione e nel sogno di Giuseppe.

La Notte Santa viene rappresentata adattando una Lauda di Anonimo perugino del ‘300. Il linguaggio antico crea un incanto particolare stabilendo un collegamento con l’epoca in cui nacque la rappresentazione della Natività per ispirazione divina di “Santo Francesco”. In esso si riscontrano caratteristiche di nitido contrasto drammatico e una predominanza di forte umanità nei protagonisti. I pastori e la Vergine sono figure fortemente caratterizzate da tratti popolari intrisi di vibrante umanità. Significative le belle notazioni affettuose presenti nelle parole di Maria quando si rivolge al Bambino, a Giuseppe e ai pastori stessi.

Lo spettacolo è ormai in cartellone da parecchi anni, viene ripreso nel periodo natalizio, perché continua ad essere richiesto. Nella composizione dei quadri teatrali, tante sono le citazioni iconografiche della Natività tratte dalla pittura italiana dei secoli XIV e XV. Di grande effetto e suggestione è il commento musicale affidato a brani dai “Misteri del Rosario” di Biber, da autori del XIV secolo e da Bach.