giornate-del-nostro-riscatto-locandinaLo spettacolo che si configura come un oratorio laico, propone un percorso di continuità tra gli ideali che hanno ispirato il Risorgimento e quelli che hanno caratterizzato la Resistenza. E’ strutturato in due parti: la prima prendendo spunto dagli “ideali nobili” contenuti nei cori delle tragedie di Alessandro Manzoni, il Conte di Carmagnola e Adelchi e nell’ode Marzo 1821, si sviluppa in quattro parti.

Nella prima di sola gestualità e musica gli attori rappresentano i temi su cui si articoleranno i successivi quadri: “i fratelli hanno ucciso i fratelli”, “un volgo disperso che nome non ha”, “Oh giornate del nostro riscatto”.

I contenuti dei brani manzoniani vengono esaltati da una sorta di polifonia accordata delle voci diversamente modulate e dall’azione corale degli attori. L’azione corale del popolo che stringerà un patto di fratellanza contro la tirannia e l’invasione straniera caratterizzerà anche la seconda parte: un popolo chiamato dalla Storia ad essere protagonista di una lotta contro il fascismo e il nazismo invasore e contro i propri egoismi. Una lotta “illuminata” e guidata da ideali generosi di libertà e democrazia contro un presente in cui il “nemico” non è “l’umano avversario delle umane guerre, ma l’atroce nemico dell’umanità”. Evidenziare l’attualità di quelle scelte e sottolineare la vlidità di quei messaggi di speranza e idealità è lo scopo dello spettacolo. Il commento musicale della prima parte è affidato a G. Verdi e V. Bellini, nella seconda parte a G.B. Pergolesi, H. Berlioz e W. A. Mozart.