locandina asino d'oro

Lo spettacolo

Ancora una volta questo nuovo spettacolo dell’ART nasce nell’ambito dei Laboratori Teatrali presso il Centro Civico “Buranello” di San Pier d’Arena e in collaborazione col Municipio II Centro Ovest.

Il testo di partenza è “L’Asino d’oro” di Lucio Apuleio (125-180 d C), un classico della letteratura latina; l’ART ha tentato una lettura teatrale dell’opera, evidenziando la sua vicinanza al nostro tempo, sia per quanto riguarda i contenuti che gli aspetti più propri del linguaggio usato da Apuleio.

Delle innumerevoli avventure che nell’opera letteraria zampillano una dall’altra senza tregua, con quei mirabili voli verbali in cui Apuleio è maestro unico e insuperabile, nel testo teatrale se ne citano solo alcune che più si prestano al linguaggio del teatro. Per favorire il ritmo del racconto il personaggio di Lucio-Asino è stato sdoppiato in un Lucio vecchio che racconta e un Lucio giovane che vive le situazioni. Spesso i due dialogano e interloquiscono tra loro nei momenti di maggiore tensione. La storia diventa così più lineare e di facile fruizione.

Il ritmo degli eventi diventa via via più incalzante man mano che il racconto si inoltra in fatti che nell’animo di Lucio hanno effetti sempre più forti e dirompenti: erotismo e astuzie, avventure eroicomiche e tragiche, altre di insopportabile brutalità.

Le diverse situazioni nelle quali Lucio si viene a trovare sono rese in scena con l’incanto del gesto, la suggestione della parola e del suono, la forza espressiva dal movimento collettivo. Gli spettatori vengono trasportati da un luogo all’altro con la leggerezza e la rapidità che solo l’incanto del teatro sa creare.

L’OPERA LETTERARIA

“Metamorfosi” o “Asino d’oro” costituisce l’opera più importante di Apuleio (125 -180 d.c.) . Composto nella piena maturità, il romanzo, in undici libri, viene definito dallo stesso autore “di genere milesio”: cioè narrazione a sfondo erotico e fantastico. In esso vi si racconta la storia del giovane Lucio che, spinto da una incontenibile “curiositas”, vuole trasformarsi in uccello, ma, per un fatale errore di pozione, si trasforma in asino. Inizia per lui una discesa nei gironi del mondo visto senza diaframmi, un mondo dove sicuramente non regna “l’armonia mundi”, anche se i fatti osservati si svolgono all’epoca “felix” dell’impero di Adriano (117- 138 d.c.).

L’opera è godibile come un turbinoso succedersi di eventi, ma vanno colti tutti gli stimoli che suscita il suo significato allegorico: è la storia dell’anima umana che le passioni degradano a livello dell’asino; animalità che le sofferenze dell’esperienza e le pratiche iniziatiche, nonché l’intervento divino, portano alla redenzione finale, proprio come succede a Lucio.

APULEIO

Nasce a Madaura in Africa, verso il 125 d.c. sotto l’impero di Adriano, da una famiglia facoltosa. Compie a Cartagine prima studi di Grammatica e Retorica, poi ad Atene studi di poesia, geometria, musica, dialettica, filosofia, specialmente quella platonica. Il giovane Lucio assorbe dal suo tempo il clima culturale enciclopedico, cui tutto il suo secolo aspira; di suo ci aggiunge una profonda sensibilità per le istanze mistiche che lo porteranno ad essere iniziato ai misteri di Asclepio-Esculapio a quelli di Eleusi e, in un’ansia religiosa sempre crescente, aderirà ai misteri di Iside ed Osiride. Spinto da spirito di avventura e “curiositas“, inizia una febbrile attività di conferenziere itinerante che lo porterà nei vari angoli dell’Impero, aumentando a dismisura la sua conoscenza degli uomini e cogliendo le crisi e le contraddizioni che serpeggiano in una “societas” apparentemente così sicura di sé.

Nel 155 si stabilisce a Cartagine e, durante un viaggio verso Alessandria, presso Oea (Tripoli) conosce e sposa Pudentilla, una ricca vedova madre del suo amico Ponziano. Alla sua morte i parenti di lei lo portano in tribunale con l’accusa di averla adescata con arti magiche per ereditarne le ricchezze. Apuleio si difende con energia ed abilità con l’orazione contenuta nell’opera “Apologia”. Viene assolto per insufficienza di prove.

A Cartagine verso il 160 riveste la carica prestigiosa e importante di Sacerdote della provincia. Si ignora la data della morte probabilmente avvenuta tra il 170 e il 180 d.c.

INTERPRETI
Elvira Ardito, Claudio Bagossi,
Andrea Bagossi, Anna Bosi,
Federico Galliano, Bruno Giordano,
Maria Guasto, Angela Langella,
Nicolò Pellerano, Clara Risso,
Paolo Spoto, Eraldo Valia, Gianni Zec.

COSTUMI E OGGETTI SCENICI
Claudio Bagossi, Maria Guasto, Clara Risso, Laboratorio dell’istituto Casa del
S. Bambino di Ge-Voltri.

TECNICO SUONO E LUCI
Daniele Zec

REGIA
Mimmo Minniti